Frumento Biologico: Epic Fail?

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Frumento biologico…epic fail? Oggi volevo raccontarvi la mia esperienza non proprio positiva con la coltura che avevo seminato ad ottobre dello scorso anno… Dato che la vita non è tutta rose e fiori, è giusto che si parli anche dei fallimenti; perciò, sono qui a raccontarvi il mio e a fare qualche considerazione generale sul biologico.

 

Ad ottobre 2022 ho seminato il frumento tenero biologico. È stata la prima semina effettuata direttamente da noi, perché fino all’anno prima, non avendo ancora i mezzi, mi sono affidata ad un terzista. Una volta capito come calibrare la seminatrice per il seme del frumento (ho fatto tipo dieci prove per essere sicura della quantità), e decisa la qualità (ho optato per il Bologna), siamo partiti con la semina.

Il primo errore che ho fatto è stato un errore di valutazione sulla quantità di semenza utilizzata. Come forse saprete, in agricoltura biologica è proibito l’uso di diserbanti chimici, quindi, seguendo i consigli di altri agricoltori più esperti di me, ho deciso di aumentare leggermente la quantità di semenza per ettaro, in modo da cercare di contrastare la nascita delle piante infestanti. La strategia ha funzionato per il primo periodo, fino a marzo circa in campo si vedeva solo il grano poi, complici anche le piogge abbondanti dei mesi successivi, le infestanti sono “esplose” e hanno invaso i campi, tanto che in una parte dei terreni il frumento è stato completamente sovrastato dalle erbacce. La scelta di seminare più fitto ha avuto un’altra conseguenza negativa: le spighe si sono sviluppate di meno e sono rimaste più piccole rispetto al dovuto, perciò la resa finale è stata minore.

Nella normale coltivazione del frumento, a primavera, oltre al diserbo, è prevista la concimazione. Dato che in agricoltura biologica sono permessi solo determinati tipi di concimi, anche la mancata concimazione primaverile si è rivelato un punto a mio sfavore. Prima del frumento, in campo c’era il pisello proteico. Come le altre leguminose, il pisello ha azione azotofissatrice e miglioratrice del terreno, ma niente sostituisce l’effetto di una concimazione mirata nel periodo giusto di crescita della pianta.

A seconda delle colture, l’agricoltura biologica ha in media una resa inferiore del 30-40% rispetto all’agricoltura convenzionale. Le rotazioni colturali, le eventuali concimazioni con letame o altri ammendanti autorizzati e le tecniche di diserbo meccanico non sono sufficienti a garantire lo stesso raccolto che si riesce ad ottenere facendo interventi mirati nei periodi giusti come invece si fa in agricoltura convenzionale. E’ vero che il prodotto biologico viene pagato di più rispetto a quello tradizionale per controbilanciare il fatto di avere rese minori, però, parlando sia con altri produttori biologici che con i commercianti, abbiamo tutti notato che, negli ultimi periodi, si fa fatica a “piazzare” il prodotto biologico. C’è la tendenza all’ingrosso di acquistare il biologico che viene dall’estero, perché costa di meno del prodotto italiano. Anche se però io sulla qualità del biologico di provenienza straniera non ci metterei la mano sul fuoco…

Questo mio epic fail sul frumento biologico mi è servito di lezione per gli anni a venire? Certamente! La colpa è solo mia o ci sono delle falle nel sistema biologico? A questo sinceramente non so dare risposta. Tutte queste considerazioni mi hanno portata a chiedermi se voglio davvero continuare sulla strada del biologico o se invece passare all’agricoltura tradizionale.

Voi cosa ne pensate? Sarei curiosa di leggere i vostri commenti!

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